Cagliari, pregi e difetti della gara contro il Torino

L'analisi di cosa è andato e cosa invece no nella gara vinta 3-2 all'Olimpico

pubblicato il 19/10/2020 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias
2020

Il Cagliari si è imposto 3-2 sul Torino in casa dei granata al termine di un match sudato ma meritato, che ha conferito ai sardi i primi tre punti della stagione. Analizziamo cosa è andato e cosa invece no nella gara dell'Olimpico. 

Pregi

Ha funzionato alla grande l'asse Zappa-Nandez, con i due che si sono cercati spesso e hanno creato superiorità numerica sull'out destro, con l'uruguagio che ha propiziato anche due gol. Da sottolineare pure la prestazione di Alessio Cragno, che abbatte sì Lukic in area ma poi è provvidenziale nel finale su Belotti salvando il risultato.

Parlando ancora di singoli, si è visto finalmente il vero Sottil: un giocatore che punta l'uomo e che spacca in due la gara con le sue accelerazioni palla al piede, gli è mancato solo il gol, ma prima o poi arriverà. E poi, come non prendere nota della prestazione di Simeone, che oltre la doppietta ha fatto costantemente il lavoro sporco, sacrificiandosi per tutto il tempo in fase di non possesso. Quest'anno sta imparando a gestirsi meglio, senza strafare troppo per essere più lucido sotto porta, e domenica si è notato.

Ma al di là delle individualità, questa volta si è visto un Cagliari più unito e coeso, e per la prima volta si è fatta sentire la mano del mister. Nelle scorse partite qualcosa si era fiutato, ma contro il Toro le geometrie e gli schemi di Di Francesco hanno preso vita: possesso palla con improvvise verticalzzazioni, circolazione veloce da una parte all'altra del campo, gioco sulle fasce, la punta che cerca la profondità e che quando invece viene a ricevere lascia lo spazio per gli inserimenti dei centrocampisti. La differenza l'ha fatta il cambio di modulo: passare dal 4-3-3 al 4-2-3-1 ha funzionato, con Joao Pedro che ha trovato finalmente la sua posizione congeniale. E poi sono arrivati i primi tre punti stagionali, che confermano la buona prestazione anche sul piano del risultato.

Difetti

Sicuramente i due gol presi all'inizio delle due frazioni di gioco, che testimoniano il fatto che bisogna ancora lavorare sulla testa e sull'approccio. Dopo quelli il Cagliari ha saputo reagire, è vero, ma contro un avversario più cinico forse sarebbe andata diversamente. Il centrocampo poi è andato in affanno nella ripresa, evidentemente perché Marin in quella posizione va in difficoltà quando si deve fare diga, non essendo un mediano a tutti gli effetti. In quel ruolo forse sarebbe meglio il dinamismo di Oliva perché completerebbe Rog che invece è un play offensivo, mentre Marin è più un trequartista adattato a regista.

La difesa non è stata impeccabile, al centro ha scricchiolato più volte: Belotti è un cliente scomodissimo, ma allora si dovrebbe marcare a uomo, cosa che invece non è successa. Zappa ha giocato una grande gara in fase offensiva, ma deve migliorare in fase di copertura. A sinistra, dalle parti di Lykogiannis, si è sofferto un po' troppo quando il greco saliva, ma è ovvio che non si può pretendere tutto subito: quello rossoblu è un cantiere ancora aperto, che piano piano però sta dando i suoi frutti.

Stavolta il vincitore è stato Di Francesco, che ha avuto l'umiltà e l'intelligenza di provare un nuovo assetto tattico, e ha avuto ragione.